La logica narrativa e la gestione delle emozioni. Terza lezione all’Istituto Giberti di Verona

Oggi parliamo di logica narrativa e di come tutti gli eventi di una storia sono collegati. La logica narrativa inoltre è uno strumento fondamentale delle storie perché permette al narratore di gestire meglio le proprie emozioni. Vediamo come.

Prima parte della lezione

La terza lezione si apre con la lettura delle storie scritte in gruppo.

Copio qui sotto l’inizio di una delle tre fiabe:

Tanto tempo fa in un paese molto lontano vivevano due ragazzi pieni di sogni, Diletta e Harry. Erano figli di due contadini, dolci e premurosi.

Un giorno la madre si ammalò di una malattia molto grave, i ragazzi erano molto preoccupati, perché si credeva che non esistesse una cura.

Dopo qualche ricerca scoprono che la malattia si poteva curare soltanto con l’erba mamivenidi un’erba che nasceva solo nel giardino della strega Strange.

I ragazzi con grande coraggio decisero di partire per il castello della strega.

Dopo un lungo viaggio di sette giorni i ragazzi raggiunsero la meta, però la strega attraverso la sua sfera magica li scoprì e subito progettò una trappola.

Harry e Diletta si avventurarono nel giardino, ma ecco che Harry si accorse di avere pestato un bottone che era mimetizzato con il prato; i due si ritrovarono in una cella sospesa.

L’erba mamivenidi mi incuriosiva. Ho chiesto qual è l’origine del nome: “sono le iniziale dei nostri nomi!”, ha detto una studentessa. Ottima idea!

Dopo aver letto le fiabe ho chiesto ai ragazzi dove sono i punti critici delle storie: dove poterle migliorare.

Seconda parte della lezione

Abbiamo quindi ripreso lo Schema di Propp e, divisi in gruppo, hanno ricominciato a scrivere seguendo lo Schema.

Ad aiutarli questa volta abbiamo usato le Trasformazioni: le carte di Giovanni Belgrano e Bruno Munari.

Le carte Trasformazioni sono 60 (48 disegni e 12 carte bianche dove disegnare).

L’utilità delle carte è quella di mostrare un concetto fondamentale della narrazione: ogni evento è legato all’altro.

La logica narrativa ha un ruolo cruciale nello sviluppo della regione della corteccia prefrontale (nello specifico l’area dentro mediale destra: dietro l’occhio destro) connessa all’inibizione dell’attività dell’amigdala.

Il suo sviluppo è massimo proprio nella pre-adolescenza e nell’adolescenza.

L’amigdala è considerata l’organo sede delle emozioni.

Rinforzare questa area della corteccia significa consolidare il freno che attiva l’amigdala. e quindi saper gestire meglio le proprie emozioni.

Come se l’amigdala fosse un cavallo imbizzarrito ed esistessero delle redini naturali per tenerlo a freno: queste redini sono proprio la verbalizzazione e quindi la scrittura.

La logica sta alla base della narrazione. Questo concetto è di fondamentale importanza non solo per saper scrivere bene ma anche per dare significato al caos che ci circonda.

Le carte rendono visibile questo concetto.

Spostando le carte si possono creare storie, azioni, trasformare le azioni.

Una lepre si avvicina ad una carota, e poi si allontana. Oppure la stessa lepre che si sta avvincano alla carota non vede un buco sul terreno e ci finisce dentro.

Basta modificare la disposizione delle carte.

I ragazzi continuano a scrivere la loro storia.

Nella prossima lezione daremo un significato alle fiabe che stanno scrivendo e ci prepareremo per rendere le storie memorabili.

Risorse per insegnanti e genitori

Come spiegare il concetto della logica narrativa:

Prendete dei fogli A4 e divideteli in 4 parti.

In ogni quarto disegnate un oggetto o un animale o una pianta: quello che vi viene in mente.

Poi posizionate le carte sul tavolo e raccontate una storia.

Dopo averla raccontata, spostate le carte e modificate la storia: quello che raccontate è comunque coerente e ha comunque senso. L’importante è che tutti i disegni siano legati.

Come le perle sono legate ad un filo a formare una collana, tutti i disegni sono legati insieme a formare una storia.

Questo gioco spiega il fondamentale concetto di logica narrativa.