Bosco Narrativo 3: Le parole sono muscoli da allenare

Esercizio: scrivi un haiku di 7+5+7 sillabe

La creatività è una forza naturale della vita. Come il vento o il calore del sole sulla pelle.

Noi nasciamo come individui tutti creativi, e poi piano piano questa creatività viene limitata fino a sparire quasi del tutto soffocata soprattutto dagli impegni e dalle distrazioni.

Fino al giorno in cui diciamo: a che cosa serve la creatività? Non è utile

Ma poi sbuca, questa innata creatività, ed è talmente sibillina che per farsi vedere ci fa emozionare. Forse per un film, o una ragazza che balla, o l’estate, in cui diciamo: devo tornare a scrivere, a leggere di più, a dipingere etc.

Ma sono fugaci apparizioni, poi siamo noi a dare una bella martellata e ricacciare dentro la marmotta.

Eppure è tutto già pronto, pronto per essere liberato.

Michelangelo diceva “Ogni blocco di pietra ha una statua dentro di sé ed è compito dello scultore scoprirla”. La creatività è una nostra forza naturale e il nostro compito e, anzi, la nostra responsabilità è ritrovarla. 

Ma attenzione, il percorso creativo è un viaggio pericoloso: la trasformazione fa paura.

Dobbiamo superare prima di tutto le persone che ci conoscono e ci stanno attorno: sono loro i primi alfieri del Super-Io, pronti a dire: ma va, pensa ad un lavoro vero; oppure: scrivere? E come paghi l’affitto? Sono dappertutto i censori, i controllori, quelli dello status-quo.

Abbatterli significa già essere a metà strada. Significa provare quel brivido di soddisfazione artistica che non assomiglia a nient’altro se non al senso di leggerezza che dà ai polmoni l’aria di montagna all’alba.

La creatività è un muscolo. Dopo averlo liberato lo dobbiamo allenare. Come si allena il muscolo della creatività?

Esercizio del giorno

L’esercizio del giorno è il seguente: scrivere un haiku.

Cos’è un haiku? Un componimento poetico di tre righe con un numero definito di sillabe: prima riga 7 sillabe, seconda riga 5, terza riga 7.

Il tema? Scegliete voi. Seguite il percorso fatto finora: prima chiudete gli occhi, entrate nello stato di micro-sogno, fate collidere due idee: un fatto e un’emozione. Scrivete.

Comincio io: il tema è l’innamoramento, quel periodo di esplosioni e silenzi.

Faccio collidere un fatto: l’esperienza dei non poter avere quello che più desideri con un’emozione: la perdita di equilibrio provocata dall’amore.

Chiudo gli occhi e vedo un’immagine: qualcuno in bilico sulla punta di una montagna.

Cerco le parole e poi conto le sillabe. Me le porto dappertutto per una mezzora.

Quando sono pronte le faccio rotolare in bocca per sentirne la musicalità. Le dico a voce alta e le ascolto. Una, due, dieci volte. Si, mi piace. Il risultato è questo haiku:

Sto quassù in bilico
Sull’alta cima
delle nostre attese.

Mi piace quello “sto“: il verbo stare è sicuro, solido, e ha quell’”in bilico” che gli fa da controparte sghemba. C’è la montagna e ci sono i silenzi là sopra, sulla cima. C’è musicalità, le sillabe rotolano bene.

7+5+7 sillabe. Far collidere un fatto con un’emozione. Un micro-sogno in 19 sillabe. 

E ora tocca a voi. Scrivete un haiku: 7+5+7 sillabe. Tenetevelo addosso per mezzora. E poi, se volete, inviatecelo.

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